LETTERA CIRCOLARE
DEL
VESCOVO DI BELLEY
AL CLERO E AI FEDELI DELLA SUA DIOCESI
Carissimi
fratelli,
Gli
istituti religiosi sono una delle creazioni più mirabili e
buone del Cristianesimo. Innumerevoli sono i servizi che essi hanno
reso alla Chiesa, alla civiltà, all’umanità. Allo stesso tempo,
“a forza di malintesi e di pregiudizi, certuni hanno finito col
pensare che sarebbe necessario per il bene dello Stato restringerne la
libertà, e forse anche di procedere con maggiore durezza contro di
essi” (Lettera di Leone XIII al Cardinale Richard).
………
Il Capo della Chiesa… non ha esitato ad elevare la voce in favore…
della verità…
Vi
dicevamo di recente, che il suo colloquio con noi, nel corso
dell’udienza che Egli si degnò di accordarci il 19 novembre scorso,
non era stato che un lungo grido di dolore e di angoscia “come il
grido di un uomo alla vista di mali incombenti che egli aveva senza
successo cercato di scongiurare”.
Eccolo questo grido di angoscia, eccolo questo grido d'allarme!
Fatta
eccezione per i nemici irriconciliabili della Chiesa, tutta la stampa,
compresi i giornali non cattolici, ha accolto con rispettosa
ammirazione, con riconoscenza anche, i gemiti desolati, i consigli di
moderazione, gli appelli alla giustizia e all’equità, provenienti
da una voce di cui nessuno può contestare la saggezza e l’affetto
per la Francia….
(Uno
di loro) così si esprime: “Trapela dalle parole di Leone XIII,
. .
.una dolorosa sorpresa nel
constatare che la politica si’ moderata si’ saggia che lo aveva
ispirato ad invitare i cattolici ad accettare la forma di governo che
il paese si è data, era stata seguita da un raddoppiamento di
passioni, di odi e di misure vessatorie.
………
Noi vogliamo sperare, carissimi fratelli, che gli uomini che hanno in
mano le nostre sorti non si presteranno all’attuazione dei progetti
che allarmano non soltanto i cattolici ma tutti coloro che hanno a
cuore la pace della Francia all’interno e il suo onore
all’esterno…..
Louis Joseph, Vescovo di Belley
20 gennaio 1901