MOSAICO

 

Con la mano          
         nella mano
del Signore


"Il Signore fa sicuri
i passi dell'uomo,
lo tiene per mano
e segue con amore
il suo cammino"

                                (dal Sal. 36)


 

Io, così come ero, sono e sarò, così come Tu mi conosci bene - proprio io - sono nelle Tue mani... Non parliamo delle mani di uno qualsiasi, ma delle Tue, delle mani di un Dio...

Sì, mi direte, ma allora Dio ha le mani? Certo Dio ha le mani... Che cosa vuoi dire le mani di Dio? Per ora lasciatemi esprimere così: le mani di Dio sono le sue azioni, le sue opere che da tutte le parti - non importa se lo sappiamo - ci avvolgono e ci abbracciano, ci portano e ci proteggono. Questo potrebbe essere detto e inteso come se si trattasse solo di un'immagine, di un simbolo. Ma c’è un punto dove si arresta tutto ciò che è immagine e simbolo, dove le mani di Dio diventano realmente una cosa da prendere alla lettera - là dove tutte le azioni, le opere e le parole di Dio hanno il loro principio, il loro centro e il loro fine: le “Tue mani” sono le mani di Gesù. Sono le mani che egli ha teso, gridando: “Venite a me...”, le mani con cui ha benedetto i bambini, con cui ha spezzato e distribuito il pane a cinquemila nel deserto e poi ai suoi discepoli prima della sua morte... sono le mani inchiodate sulla croce per la nostra riconciliazione con Dio. Queste, queste sono le mani di Dio: mani forti di padre, mani buone, tenere, delicate di madre, mani fedeli e generose di amico; le mani di Dio ricche di grazia, nelle quali è il nostro tempo, nelle quali siamo noi stessi.

                                                (Karl Barth)

 
L’amore di Dio per noi è così grande che Egli ha scelto di non essere più se stesso se non con noi: il nome che Dio si è attribuito è per sempre “Dio-­con-noi".

Il Padre... è anche Madre: è l’Altro a cui perdutamente affidarsi, il Dio fedele alla promessa d’amore, la roccia su cui edificare la vita sapendo di non restare delusi... è il porto dove far riposare le nostre stanchezze, sicuri di non essere respinti...

La sua figura ha al tempo stesso tratti paterni e materni: se ne può parlare come del Padre nelle cui braccia si è sicuri e della Madre a cui ancorare la vita che da essa riconosciamo. E’ pertanto evocazione dell’origine, del grembo, della casa, del cuore a cui rimettere tutto ciò che siamo, del volto a cui guardare...

Nel Suo cuore è la nostra dimora ed esso sarà la nostra patria eterna...

                                               (Card. Carlo Maria Martini)

 
 Mi hai fatto senza fine,
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti,
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova.
Tu, Signore,
hai preso ogni istante della mia vita
nelle tue mani

                      (Tagore)