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Immaginate che dentro di voi vi sia un
palazzo immensamente ricco, fatto di oro e
di pietre preziose, degno del gran re a cui
appartiene. Inoltre pensate - come è
verissimo - che voi contribuite a dargli la
magnificenza che ha. Orbene, questo palazzo
è la vostra anima: quando essa è pura e
adorna di virtù, non c'è palazzo così bello
che possa competere con lei. Più le sue
virtù sono elevate, più le pietre preziose
risplendono.
Immaginate ora che in questo palazzo abiti
il gran Re che nella sua misericordia si è
degnato di farsi vostro Padre, assiso sopra
un trono di altissimo pregio: il vostro
cuore.
Cammino 28,9
... Nulla di più meraviglioso che vedere
Colui che riempie della sua grandezza mille
e più mondi rinchiudersi in una cosa tanto
piccola! Egli è il Signore del mondo, libero
di fare quello che vuole e perciò,
nell'amore che ci porta, si accomoda in
tutto alla nostra misura.
L'anima... vedendosi destinata, piccola
com'è, ad accogliere Colui che è tanto
grande, potrebbe forse impaurirsi. Perciò il
Signore, lungi dal farsi conoscere subito,
la va dilatando poco a poco,
proporzionatamente alla quantità delle
ricchezze che le vuole donare. Per questo ho
detto che può fare quello che vuole perché,
volendo, può ingrandire a piacere il palazzo
dell'anima.
L'importante per noi è fargliene un dono
assoluto, sgombrandolo di ogni cosa, in modo
che egli possa aggiungere o togliere come
vuole, come in una sua proprietà. Del resto
ne ha tutto il diritto e guardiamoci bene
dal contestarglielo. Se non sforza alcuno ed
accetta quanto gli si dà, egli non si dà del
tutto se non a coloro che del tutto si danno
a lui.
Il Signore ama molto l'ordine e non agisce
nell'anima se non quando la vede sgombra e
tutta sua...
C 28,11-12
Posso dire soltanto quello che so per
esperienza, cioè che chi ha cominciato a
fare orazione non pensi più di tralasciarla,
malgrado i peccati in cui gli avvenga di
cadere. Con la preghiera potrà rialzarsi, ma
senza di essa sarà molto difficile. Non si
faccia tentare a lasciarla per umiltà, come
ho fatto io, e si persuada che la parola di
Dio non può mancare. Se il nostro pentimento
è sincero e proponiamo di non offenderlo
più, egli ci accoglie nell'amicizia di
prima, ci fa le medesime grazie di prima e
alle volte anche più grandi...
Quanto a coloro che non hanno ancora
cominciato io li scongiuro, per amore di
Dio, di non privarsi di tale bene. Qui non
c'è nulla da temere, ma tutto da desiderare.
Anche se non facessero progressi, né si
sforzassero di essere così perfetti da
meritare i favori e le delizie che Dio
riserva agli altri, guadagnerebbero sempre
con l'imparare il cammino del cielo; e
perseverando essi nell'esercizio della
preghiera, ho molta fiducia nella
misericordia di quel Dio che nessuno ha mai
preso invano per amico, poiché la preghiera
non è altro, per me, che un intimo rapporto
di amicizia, un frequente trattenimento da
solo a solo con Colui da cui sappiamo di
essere amati.
Ma voi direte che ancora non lo amate.
Sì, perché l'amore sia vero e l'amicizia
durevole occorrono parità di condizioni e
invece sappiamo che, mentre nostro Signore
non può avere alcun difetto, noi siamo
viziosi, sensuali ed ingrati, per cui non lo
possiamo amare quanto egli merita. Tuttavia,
considerando quanto vi sia vantaggioso
averlo per amico e quanto egli vi ami,
sopportate pure la pena di stare a lungo con
uno che sentite così diverso da voi.
Sì, o bontà infinita del mio Dio, vedo chi
sei tu e chi sono io. E nel vederti così
diverso da me, o delizia degli angeli,
vorrei consumarmi tutta nell'amarti! Oh,
come sopporti chi ti permette di stargli
vicino! Che buon amico dimostri di essere,
Signore! Come lo favorisci e con quanta
pazienza sopporti la sua condizione,
aspettando che si conformi alla tua! Tieni
in conto ogni istante che egli trascorre
nell'amarti e per un attimo di pentimento
dimentichi le offese che ti ha fatto. Questo
io so per esperienza e non capisco, o mio
Creatore, perché il mondo non corra tutto ai
tuoi piedi per intrecciare con te questa
particolare amicizia!
V 8,5-6
Parlando di coloro che cominciano ad
essere servi dell'amore, mi pare che ciò
consista nel determinarsi a battere il
cammino della preghiera dietro Colui che
tanto ci ha amato...
O Signore dell'anima mia e mio unico bene,
perché non vuoi che appena l'anima si
determina ad amarti e fa il possibile per
staccarsi da tutto per servirti meglio,
abbia subito la consolazione di vedersi in
possesso del vero amore perfetto? Ma ho
detto male. Dovevo dire: perché non vogliamo
noi? Sì, la colpa è nostra se non arriviamo
subito a tanto onore!...
Se possedessimo perfettamente il vero amore
di Dio, avremmo insieme ogni sorta di beni.
Ma noi siamo così avari e così lenti nel
darci a Dio che non ci determiniamo mai a
metterci nelle disposizioni di riceverlo...
V 11,1
(continua)
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