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Ho sempre desiderato di essere una santa,
ma, ahimé, ho sempre constatato quando mi
sono confrontata con i Santi, che tra loro e
me c'è la stessa differenza che esiste tra
una montagna la cui vetta si perde nei cieli
e il granello di sabbia, oscuro, calpestato
dai piedi dei passanti. Invece di
scoraggiarmi, mi sono detta: il buon Dio non
potrebbe ispirare desideri irrealizzabili;
quindi, nonostante la mia piccolezza, posso
aspirare alla santità. Farmi diversa da quel
che sono, più grande, mi è impossibile: mi
devo sopportare per quello che sono con
tutte le mie imperfezioni; ma voglio cercare
il modo di andare in Cielo per una piccola
via bella diritta, molto corta, una piccola
via tutta nuova. Siamo in un secolo di
invenzioni: oggi non vale più la pena di
salire i gradini di una scala: nelle case
dei ricchi un ascensore la sostituisce
vantaggiosamente. Vorrei trovare anch'io un
ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché
sono troppo piccola per salire la dura scala
della perfezione.
Allora ho cercato nei libri santi
l'indicazione dell'ascensore, oggetto del
mio desiderio e ho letto queste parole
uscite dalla bocca della Sapienza Eterna: Se
qualcuno è molto piccolo, venga a me. Così
sono arrivata ad intuire che avevo trovato
quello che cercavo. E volendo sapere, o mio
Dio, che cosa faresti al molto piccolo che
rispondesse alla tua chiamata, ho continuato
le mie ricerche ed ecco quello che ho
trovato: "Come una madre accarezza il
figlio, così io vi consolerò: vi porterò in
braccio e vi cullerò sulle mie ginocchia!".
Ah, mai parole più tenere, più melodiose
hanno rallegrato la mia anima! L'ascensore
che mi deve innalzare fino al Cielo sono le
tue braccia, o Gesù! Per questo non ho
bisogno di crescere, anzi bisogna che io
resti piccola, che lo diventi sempre di più.
O mio Dio, hai superato ogni mia aspettativa
e io voglio cantare le tue misericordie.
Manoscritto C 2v°-3r°
Restare una bambina piccola davanti
al buon Dio è riconoscere il proprio nulla,
aspettare tutto da Lui, come un bambino
piccolo aspetta tutto da suo padre; è non
inquietarsi di nulla, non guadagnare
ricchezze. Anche fra i poveri si dà al
bambino quel che gli è necessario, ma appena
diventa grande suo padre non vuole più
mantenerlo e gli dice: Adesso lavora, puoi
bastare a te stesso.
E' per non sentirmi dire così che non ho
voluto crescere, sentendomi incapace di
guadagnarmi la vita, la vita eterna del
Cielo. Quindi sono sempre rimasta piccola,
non avendo altra occupazione che quella di
cogliere fiori, i fiori dell'amore e del
sacrificio, e di offrirli al buon Dio per
suo piacere.
Essere piccolo vuol dire anche non
attribuirsi affatto le virtù che si
praticano, credendosi capaci di qualcosa, ma
riconoscere che il buon Dio pone questo
tesoro nella mano del suo piccolo bambino
perché se ne serva quando ne ha bisogno; ma
il tesoro è sempre del buon Dio:
Infine è non scoraggiarsi affatto delle
proprie colpe, perché i bambini cadono
spesso, ma sono troppo piccoli per farsi
molto male.
Ultimi colloqui, 6 agosto
Sono solo una bambina, impotente e
debole, eppure la mia stessa debolezza mi dà
l'audacia di offrirmi come vittima al tuo
amore, o Gesù! ...l'amore ha scelto per
olocausto me, debole e imperfetta creatura!
... questa scelta non è forse degna
dell'Amore? ... Sì, perché l'Amore sia
soddisfatto bisogna che si abbassi, che si
abbassi fino al niente e che trasformi in
fuoco questo niente.
O Gesù, lo so, l'amore si paga soltanto con
l'amore perciò ho cercato e ho trovato il
modo per calmare il mio cuore rendendoti
amore per amore...
Sì, mio Amato, ecco come si consumerà la mia
vita!... Non ho altro mezzo per provarti il
mio amore che gettare fiori, cioè non
lasciar sfuggire nessun piccolo sacrificio,
nessuno sguardo, nessuna parola,
approfittare di tutte le cose più piccole e
farle per amore!... Voglio soffrire per
amore e anche gioire per amore...
Come può un'anima così imperfetta come la
mia aspirare a possedere la pienezza
dell'Amore? O Gesù, mio primo, mio solo
Amico, tu che io amo UNICAMENTE, dimmi che
mistero è questo? Perché non riservi queste
immense aspirazioni alle grandi anime, alle
Aquile che si librano nelle altezze?... Io
mi considero invece un debole uccellino
coperto solo da una leggera lanugine. Non
sono un'aquila: dell'aquila ho semplicemente
gli occhi e il cuore perché, nonostante la
mia piccolezza estrema, oso fissare il Sole
divino, il Sole dell'Amore e il mio cuore
sente dentro di sé tutte le aspirazioni
dell'aquila. L'uccellino vorrebbe volare
verso quel Sole brillante che affascina i
suoi occhi, vorrebbe imitare le Aquile sue
sorelle che vede elevarsi fino al focolare
divino della Santissima Trinità... Ahimé,
tutto ciò che riesce a fare è sollevare le
sue piccole ali! Ma alzarsi in volo, questo
non è nelle sue piccole possibilità! Che ne
sarà di lui? Morirà dal dispiacere vedendosi
così impotente?... Oh, no! L'uccellino non
si affliggerà nemmeno. Con un abbandono
audace, vuole restare a fissare il suo Sole
divino. Niente potrebbe spaventarlo: né il
vento, né la pioggia. E se nubi oscure
vengono a nascondere l'Astro dell'Amore,
l'uccellino non cambia posto, sa che al di
là delle nubi il suo Sole brilla sempre, che
il suo splendore non potrebbe eclissarsi
neanche un momento. Talvolta, è vero, il
cuore dell'uccellino è assalito dalla
tempesta: gli sembra di non credere che
esista altro se non le nubi che lo
avvolgono. E' quello il momento della gioia
perfetta per il povero debole esserino. Che
felicità per lui restare là ugualmente,
fissare la luce invisibile che si nasconde
alla sua fede!!!...
Gesù, fin qui capisco il tuo amore per
l'uccellino, poiché egli non si allontana da
te... Ma io lo so e anche tu lo sai: spesso
l'imperfetta creaturina, pur restando al suo
posto (cioè sotto i raggi del Sole), si
lascia un po' distrarre dalla sua unica
occupazione. Prende un granellino a destra e
a sinistra, corre dietro a un vermiciattolo;
poi, quando incontra una piccola
pozzanghera, si bagna le penne appena
spuntate; vede un fiore che gli piace e il
suo piccolo spirito si occupa di quel fiore.
Insomma, non potendo librarsi come le
aquile, il piccolo uccellino si occupa
ancora delle piccolezze della terra. Eppure,
dopo tutte queste birichinate, invece di
andare a nascondersi in un angolo a piangere
la sua miseria e morire di pentimento,
l'uccellino si gira verso il suo amato Sole,
presenta ai suoi raggi benefici le sue
alucce bagnate, geme come la rondine e nel
suo dolce canto egli ha fiducia, egli
racconta una per una le sue infedeltà,
pensando nel suo abbandono temerario di
acquistare più potere, di attirare più
pienamente l'amore di Colui che non è venuto
a chiamare i giusti ma i peccatori... Se
l'Astro adorato resta sordo ai cinguetti
lamentosi della sua creaturina, se resta
velato, ebbene, la creaturina resta bagnata,
accetta di essere intirizzita di freddo e si
rallegra anche di questa sofferenza che
comunque ha meritata!...
O Gesù, come è felice il tuo uccellino di
essere debole e piccolo! Che ne sarebbe di
lui se fosse grande? Mai avrebbe l'audacia
di comparire alla tua presenza, di
sonnecchiare davanti a te!... Sì, anche
questa è una debolezza dell'uccellino quando
vuole fissare il Sole divino e le nubi gli
impediscono di vedere anche un solo raggio:
suo malgrado gli si chiudono gli occhietti,
la sua testolina si nasconde sotto l'aluccia
e il povero esserino si addormenta, credendo
di fissare sempre il suo Astro amato. Al suo
risveglio, non si affligge, il suo cuoricino
resta in pace, ricomincia il suo compito
d'amore, invoca gli angeli e i santi che si
innalzano come Aquile verso la Fornace
divorante, oggetto del suo desiderio e le
Aquile si muovono a pietà del loro
fratellino, lo proteggono, lo difendono,
mettono in fuga gli avvoltoi che vorrebbero
divorarlo. Gli avvoltoi, immagine dei
demoni, l'uccellino non li teme: non è
affatto destinato a diventare loro preda,
bensì preda dell'Aquila che egli contempla
al centro del Sole dell'Amore.
O Verbo divino, sei tu l'Aquila adorata che
amo e che mi attira; sei tu che, lanciandoti
verso la terra d'esilio, hai voluto soffrire
e morire per attirare le anime fino al seno
dell'eterna Fornace della beata Trinità; sei
tu che, risalendo verso la Luce
inaccessibile che sarà ormai la tua dimora,
resti ancora nella valle di lacrime ,
nascosto sotto l'apparenza di un'ostia
bianca!... Aquila eterna, tu vuoi nutrire
della tua sostanza divina proprio me, povero
piccolo essere, che tornerei nel nulla se il
tuo sguardo divino non mi donasse la vita in
ogni istante!... O Gesù, lasciami
nell'eccesso della mia riconoscenza,
lasciami dire che il tuo amore arriva alla
follia!... Come vuoi che, davanti a questa
follia, il mio cuore non si slanci verso di
te? Come potrebbe avere limiti la mia
fiducia?... Ah, per te, lo so, anche i santi
hanno fatto follie, hanno fatto grandi cose,
perché erano aquile!...
Gesù, io sono troppo piccola per fare grandi
cose! E la mia follia è di sperare che il
tuo Amore mi accetti come vittima!... La mia
follia consiste nel supplicare le aquile mie
sorelle di concedermi la grazia di volare
verso il Sole dell'Amore con le stesse ali
dell'Aquila divina!...
Per tutto il tempo che vorrai, o mio Amato,
il tuo uccellino resterà senza forze e senza
ali, egli terrà sempre gli occhi fissi su di
te: vuole essere affascinato dal tuo sguardo
divino, vuole diventare la preda del tuo
Amore!... Un giorno, ne ho la speranza,
Aquila adorata, tu verrai a prendere il tuo
uccellino e, risalendo con lui alla Fornace
dell'Amore, lo immergerai per l'eternità
nell'Abisso ardente di quell'Amore al quale
si è offerto come vittima!..................
O Gesù, perché non mi è possibile dire a
tante piccole anime quanto la tua
condiscendenza è ineffabile?... Sento che,
se per assurdo, tu trovassi un'anima più
debole, più piccola della mia, ti
compiaceresti di colmarla di favori ancora
più grandi, qualora si abbandonasse con
fiducia completa alla tua misericordia
infinita. Ma perché desiderare di comunicare
i tuoi segreti d'amore, o Gesù? Non sei tu
solo che me li hai insegnati e non puoi
forse rivelarli tu ad altri?... Sì, lo so, e
ti scongiuro di farlo. Ti supplico di
chinare il tuo sguardo divino su un gran
numero di piccole anime!... Ti supplico di
scegliere una legione di piccole vittime
degne del tuo AMORE!....
Manoscritto B 3v°- 5v°
(continuerà...)
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