VIENI E SEGUIMI
 

Cristo è la Via, la Verità, la Vita e nessuno giunge al Padre se non per Lui, secondo quanto afferma Egli stesso (Gv 14,6). Poi soggiunge: Io sono la porta, chi entra per me si salverà.
                                                                    2S 7,8

Il vero spirituale abbia l'intelligenza del mistero di Cristo, porta e via, per unirsi a Dio.
                                                                                         2S 7,11

Conviene porre attenzione alle parole del nostro Salvatore...: Quanto angusta è la porta e stretta la via che conduce alla vita e pochi sono quelli che la trovano (Mt 7,14).
                                                                                                 2S 7,2
Vedo che Cristo è conosciuto molto poco da coloro che credono di essergli amici.
                                                                                            2S 7,12

Poche sono le anime che sanno e vogliono entrare in questa estrema nudità di spirito. Poiché questo sentiero che conduce al sublime monte della perfezione sale verso l'alto ed è stretto, non può essere affrontato che da viandanti privi di carichi.
Oh! vi fosse qualcuno che sapesse far capire perfettamente fin dove nostro Signore vuole che giunga questa abnegazione!...
Così l'anima rimane libera, può camminare senza impedimenti per la via angusta... La croce è il bastone su cui appoggiarsi, che alleggerisce e rende più facile il cammino.
                                                                     2S 7,3.6-7

Fissa lo sguardo unicamente su di Lui 
Dandoci il suo Figlio, che è la sua parola, l'unica che Dio pronunzi, ci ha detto tutto in una volta e non ha più niente da manifestare.
                                                     2S 22,3

Dio è rimasto quasi come muto non avendo altro da dire...
Dandoci il Tutto, cioè suo Figlio, in Lui ha detto tutto...

"Se io ti ho detto tutta la verità nella mia Parola, cioè nel mio Figlio, e non ho altro da manifestati, come ti posso rispondere o rivelare qualche altra cosa? Fissa gli occhi su Lui solo... e vi troverai anche più di quanto chiedi e desideri... Egli è ogni mia parola e risposta, ogni mia visione e rivelazione. Io vi ho già risposto tutto, rivelato tutto, donandolo a voi come fratello, compagno, maestro e premio"...
Fissa in Lui i tuoi occhi e vi troverai dei misteri molto profondi, la sapienza e le meraviglie di Dio le quali, secondo quanto afferma l'Apostolo, sono in Lui contenute:
Nel Figlio sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza di Dio (Col 2,3).
Tesori di sapienza che saranno per te profondi, saporosi e utili più di tutte le cose che vorresti sapere. Per questo lo stesso Apostolo si gloriava dicendo che egli non conosceva se non Gesù Cristo e questi crocifisso (Cor 2,2).
                                                            2S 22,4-6

Nelle tue azioni non prendere mai a modello l'uomo, per santo che sia. Imita invece Cristo, il quale è sommamente perfetto e santo, e non sbaglierai mai.
                                                          Spunti di amore, 78 


LA FEDE, UNICO MEZZO PER L'UNIONE CON DIO

Colui che vuole raggiungere l'unione con Dio deve credere (Ebr 11,6), è necessario cioè che si avvicini a Dio per la via della fede.
                                                                      2S 9,1

La fede è un habitus dell'anima certo è oscuro, perché propone e crede verità, rivelate da Dio stesso, al di sopra di ogni lume naturale, le quali sorpassano smisuratamente le possibilità di ogni intelletto umano.
                                                                                     2S 3,1

La fede... ci manifesta verità mai vedute e comprese. Riguardo ad essa, noi non possiamo avere alcuna luce di scienza naturale, perché è al di sopra della capacità dei nostri sensi.
L'anima, consumata dal desiderio di unirsi allo Sposo e priva di ogni aiuto delle creature, si rivolge alla fede come a colei che più vivamente le può comunicare la luce dell'Amato e la sceglie come mezzo per giungere all'unione con Lui. Infatti la fede è il solo mezzo che conduce alla vera unione del fidanzamento spirituale con Dio, secondo quanto fa intendere il Signore per le labbra di Osea: Io ti sposerò nella fede(Os 2,20).
                                                                 C 12,2

La fede è una sorgente perché emanano da essa le acque di ogni bene spirituale. Per questo Cristo, nostro Signore, la chiamò fonte nel colloquio con la Samaritana affermando che in coloro che avrebbero creduto in Lui sarebbe sgorgata una sorgente di acque zampillanti fino alla vita eterna (Gv 4,14).
                                                                                  C 12,3

Senza la fede è impossibile piacere a Dio (Ebr 11,16), mentre con essa è impossibile non piacergli.
                                                2N 21,4

Solo la fede è il mezzo prossimo e proporzionato per l'unione dell'anima con Dio. Grande è la somiglianza tra la fede e Dio: Dio in cui crediamo è lo stesso Dio che vedremo.
Infatti, essendo Dio infinito, la fede ce lo propone infinito; essendo Uno e Trino, ce lo presenta sotto questo aspetto, e come Egli è tenebra per l'intelletto, così anch'essa acceca e offusca questa nostra facoltà. In tal modo solo per mezzo della fede Dio si manifesta all'anima nella luce divina, la quale sorpassa ogni intelletto.
Perciò quanto più intensa è la fede che l'anima possiede, tanto maggiormente è unita a Dio.
                                                                                2S 9,1

Uscii per la segreta scala...
L'anima non ha altro appoggio che la pura fede per salire a Dio.
Questa virtù viene chiamata "scala segreta", perché tutti i gradi e gli articoli che essa comprende sono segreti e nascosti al senso e all'intelletto. L'anima si trova qui nell'oscurità rispetto ad ogni luce che viene dai sensi e dall'intelletto.
Trascende ogni limite naturale e razionale per salire questa divina scala della fede che penetra nelle profondità di Dio.
                                                                 2S 1,1

Nell'oscurità, l'anima si avvicina molto all'unione per mezzo della fede, la quale, essendo a sua volta oscura, le comunica una luce meravigliosa.
                                                                        2S 4,6

L'anima... si avvia verso Dio in pura fede, che è il mezzo per unirsi a Lui.
                                                                                                          1N 11,4

Le altre conoscenze si acquistano con la luce dell'intelletto; al contrario quella della fede si raggiunge senza questa luce, alla quale si rinuncia per credere, e se ci si attacca ad essa, viene meno la fede. Perciò Isaia dice: Se non crederete, non comprenderete (Is 7,9).
                                                                                2S 3,4

O NOTTE CHE MI HAI GUIDATO!
O NOTTE,
AMABILE PIU' DEI PRIMI ALBORI!
                                                   N 2 str. 5

Quando l'anima si decide fermamente a servire Dio, Egli di solito la nutre spiritualmente e le fa gustare le dolcezza del suo amore. Come una madre piena di tenerezza che riscalda il suo bimbo sul suo seno, lo nutre con il suo latte, lo porta tra le sue braccia e lo copre di carezze. Però a mano a mano che il bimbo cresce, la madre comincia a negargli le carezze e, nascondendo il suo tenero amore, fa scendere a terra il figlio che teneva tra le braccia e lo fa camminare con le proprie gambe, affinché egli, cessando di essere un bambino, diventi capace di cose grandi e sostanziali. La grazia di Dio si comporta allo stesso modo con l'anima.
                                                1N 1,2

Dio ottenebra le anime a tal punto che esse non sanno più che via prendere con l'immaginazione e il ragionamento. Infatti non possono come in passato procedere sulla via della meditazione... non trovano alcun gusto nelle cose spirituali... ma al contrario vi trovano disgusto e amarezza. Dio in verità vedendo che tali anime sono alquanto cresciute, affinché diventino forti ed escano dalla fanciullezza, le allontana dal dolce petto, le pone a terra e insegna loro a camminare con le proprie gambe.
1N 8,3

E' necessario che coloro i quali si trovano in questo stato si consolino, perseverando con pazienza, senza affliggersi; confidino in Dio che non abbandona quanti lo cercano con cuore semplice e retto. Egli non lascerà di dare loro il necessario per il cammino fino a condurli alla chiara e pura luce dell'amore.
                                                                       1N 10,3

Lascino che la loro anima se ne stia in riposo e in quiete, quantunque sembri loro chiaramente di non fare nulla, di perdere tempo e di non aver voglia di pensare a nulla a causa della loro tiepidezza; faranno molto se avranno pazienza e se persevereranno in preghiera senza far niente, contentandosi solo di avere un'attenzione amorosa e tranquilla a Dio e di starsene senza preoccupazione, senza desiderio o voglia di gustarlo e di sentirlo.
                                                                        1N 10,4

La fiamma di Dio è ampia e immensa, ma la volontà è stretta e piccola; perciò questa soffre quando la fiamma la investe per dilatarla e disporla a ricevere in sé la fiamma stessa... Poiché questa fiamma è dotata di immense ricchezze e soavità, mentre l'anima di per sé è poverissima e non ha alcun bene che l'appaghi, a contatto con queste ricchezze, bontà e soavità, conosce chiaramente la propria miseria, povertà e malizia, mentre non conosce le ricchezze, la bontà e la soavità della fiamma.
                                                                      F 1,23

La notte della fede sarà la mia guida
Quello che l'anima riceve in mezzo a quell'aridità e a quel vuoto delle facoltà è un costante pensiero e una continua sollecitudine di Dio con pena e timore di non servirlo, e non è un sacrificio poco gradito a Dio vederla ansiosa e sollecita del suo amore.
                                                                                1N 11,2

La notte oscura di contemplazione assorbe e avvolge l'anima ponendola così vicina a Dio da proteggerla e liberarla da tutto ciò che non è Lui.
                                                                                                 2N 16,10

Ma restano ancora nello spirito le macchie dell'uomo vecchio... Se queste macchie non verranno tolte con il sapone e con la forte lisciva della purificazione di questa notte, lo spirito non potrà giungere alla purezza dell'unione con Dio.
                                                                                    2N 2,1

E' quindi necessario che l'anima... cammini in oscurità e in pura fede...
                                                                                                                 2N 2,5

Ero al buio e sicura...
Un'altra causa ancora per cui l'anima in questa notte è andata sicura, è il fatto che abbia camminato soffrendo. Infatti, il cammino del patire è più sicuro ed anche più vantaggioso di quello del gioire e dell'agire, in primo luogo perché l'anima nella sofferenza riceve nuove forze da Dio, mentre nell'azione e nella gioia esercita le proprie debolezze ed imperfezioni; in secondo luogo perché nel dolore si esercitano e si acquistano le virtù e l'anima si purifica e diventa più saggia e più cauta.
                                                                                       2N 16,9

Ma il modo di agire dei proficienti con il Signore è molto imperfetto e naturale, perché non hanno purificato e illuminato l'oro dello spirito. Perciò capiscono, parlano sanno e sentono Dio come fanciulli, come dice S. Paolo (1 Cor 13,11), poiché non sono ancora giunti alla perfezione, cioè all'unione con Dio. Questa unione li farà crescere e opereranno cose grandi nello spirito.
                                                     2N 3,3

La contemplazione pura consiste nel ricevere.
                                                                            F 3,36

C'è da notare che, se l'anima cerca Dio, molto più il suo amato cerca lei.
                                                                                                             F 3,28

L'intelletto, per avvicinarsi a Dio, più che cercare di capire è bene che non tenti di capire, ma rimanga nell'oscurità senza voler fissare la luce divina.
La contemplazione è scienza segreta di Dio, perché è oscura anche per la facoltà che la riceve.
                                             2S 8,5-6

L'anima sappia che in questa opera Dio è l'agente principale e la guida da cui essa deve lasciarsi condurre come un cieco là dove non saprebbe andare da sola... La sua preoccupazione principale sia di non porre ostacoli alla guida che la conduce secondo il cammino voluto da Dio, ordinato alla perfezione del Suo amore, della legge divina e dalla fede.
                                                      F 3,29

L'anima si comporta solo come colei che riceve o in cui viene fatto qualche cosa e Dio come colui che dà e agisce in lei... L'anima allora deve camminare soltanto con attenzione amorosa a Dio, semplice e limpida... come chi ha uno sguardo pieno d'amore.
                                                                        F 3,32-33

Questo stato esige lo spirito così libero da ogni cosa creata che qualunque pensiero, discorso o gusto a cui esso volesse appoggiarsi sarebbe un impedimento o causa di inquietudine... turberebbe il profondo silenzio di cui ha bisogno per ascoltare la parola così intima e delicata di Dio, il quale parla al cuore in questa solitudine (Os 3,14) in somma pace e tranquillità... poiché in questa solitudine Egli comunica pace.
                                                                                                   F 3,34

Dio nel segreto insegna all'anima la perfezione dell'amore senza che ella faccia qualcosa e comprenda come avvenga questa contemplazione.
                                                                                           2N 5,1

Due contrari
Se da una parte la contemplazione infusa possiede in grado eminente tante buone qualità, dall'altra l'anima che la riceve... è piena di molte e gravi miserie. Perciò questa deve necessariamente soffrire molto poiché in lei questi due contrari lottano l'uno contro l'altro.
                                                                    2N 5,4

L'anima ama tanto Dio da non avere alcuna altra cosa che le stia a cuore, mentre d'altra parte si vede così misera da non poter credere che Dio la ami, e si accorge di non avere né ora né in futuro alcun motivo di essere amata.
                                                                      2N 7,7

Il fuoco materiale, quando viene appiccato al legno, comincia a seccarlo, ne caccia fuori l'umidità e lo fa piangere.
Lo fa poi diventare oscuro, nero e brutto, facendogli emanare anche cattivo odore e, mentre a poco a poco lo dissecca, ne mette alla luce e toglie tutti gli elementi brutti e oscuri, contrari al fuoco.
Infine, investendolo dal di fuori con la fiamma e comunicandogli calore, lo trasforma in sé rendendolo bello come il fuoco stesso.
Giunto a questo punto il legno... possiede le proprietà e le azioni del fuoco poiché è secco e dissecca, è caldo e riscalda, è luminoso e illumina, ed è infine molto più leggero di prima, avendogli il fuoco comunicato tutte queste proprietà.
                                                                              2N 10,1

La stessa cosa accede con il fuoco divino di amore della contemplazione il quale, prima di unire e di trasformare in sé l'anima, la purifica da tutti gli elementi a sé contrari. La libera dalle sue miserie, la rende nera e oscura, tanto da sembrare peggiore, più brutta e abominevole di prima. L'anima è fermamente convinta non solo di essere indegna di essere guardata da Dio, ma crede che Egli la detesti.
                                                                                     2N 10,2

... non avendo altra luce per guidarmi,
se non quella che ardeva nel mio cuore...
Questa notte oscura di fuoco amoroso, come nelle tenebre purifica l'anima, così nelle tenebre la incendia...
Allo stesso modo in cui nell'altra vita gli spiriti vengono purificati da un fuoco tenebroso e materiale, così in questa si purificano con fuoco di amore tenebroso e spirituale.... di là si rendono puri con il fuoco, di qua solo con l'amore... poiché la purezza di cuore non è che l'amore e la grazia di Dio. Perciò sono detti beati i puri di cuore (Mt 5,3), vale a dire "innamorati" giacché la beatitudine non si dà se non per amore.
                                                                                          2N 12,1
 



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